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Mao: apertura per Max Gazzè al Flowers Festival


Mao e Max Gazzè

MAO al Flowers Festival presso il Parco della Certosa di Collegno il 13 luglio apre per Max Gazzè.

Mercoledì 13 luglio 2016, il cantautore torinese Mao farà gli onori di casa aprendo il concerto di Max Gazzè al Flowers Festival presso il Parco della Certosa di Collegno. A quindici anni di distanza dalla collaborazione dei due artisti per ‘Colloquium Vitæ’, che li vede ballare e cantare in modo sgangherato in un videoclip in bianco e nero girato all’Autodromo di Imola (www.youtube.com/watch?v=AXXK5bFQY5o), Mao aprirà le danze presentando un iveset in cui spazierà tra brani del repertorio de La Rivoluzione (‘Sale’ e ‘Casa’) a canzoni estratte dalle sue produzioni soliste più recenti (‘Black mokette’, ‘500!’ e ‘Piume pazze’), così come dal suo nuovo disco di prossima pubblicazione. Ad accompagnare Mao (voce e chitarra acustica) sul palco, ci saranno Roberto ‘Rhobbo’ Bovolenta (chitarra elettrica), Luca ‘Lallo’ Mangani (basso), Vito Miccolis(batteria) e Bea Zanin (violoncello). A seguire il concerto di Max Gazzè con il suo ‘Maximilian Tour‘, che, insieme a Giorgio Baldi alle chitarre,Clemente Ferrarialle tastiere, Cristiano Micalizzi alla batteria, e Max Dedo De Domenico ai fiati, ritorna a Torino dopo i due sold out dello scorso febbraio al Teatro della Concordia di Venaria Reale.

«Una canzone di Max Gazzè che rappresenta la chiave di tutta la serata: ‘Colloquium Vitæ’. Questo brano vedeva la partecipazione di un grande mistero della musica italiana: Mao. Di mistero si tratta perché Mao è un fuoriclasse della musica. Entrato a inizio carriera nell’orbita di Vasco Rossi, celebrato da Jovanotti e Piero Pelù, autore di due ottimi album, ‘Sale’ e ‘Casa’, si è poi perso nell’allora tubo catodico di MTV in cui ha lavorato per alcuni anni come presentatore e intrattenitore; poi giri sempre più larghi che lo hanno riportato al punto di partenza, in questo strano gioco dell’oca che è la carriera di un artista. Mao è ripartito da zero, dalle radio locali, da una lunga serie di serate cittadine con il format ‘Il Salotto di Mao’, (che aveva tra le altre cose tra gli ospiti spesso e volentieri un altro ospite di Flowers, Guido Catalano, musicato ne ‘La notte delle stelle di plastica’). Insomma Mao è arrivato, poi è caduto ma è sempre in piedi». (Flowers Festival)

Flowers Festival

Parco della CertosaVia Pastrengo, 5110093 Collegno (Torino)

www.flowersfestival.itFacebook:www.facebook.com/flowersmusicfestivalTwitter:www.twitter.com/flowersfestBiglietti: www.bit.ly/MAXGAZZE_FLOWERSFESTIVAL



MAO

Mao, altrimenti detto Mauro Gurlino, nasce a Torino, come gli piace dire, a nord di Foggia e a sud di Aosta, dove attualmente vive, il 16 aprile 1971. Laureato in Storia e Critica del Cinema presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino con una tesi sul musical “Yuppi Du” di Adriano Celentano, Mao “è ed è stato tutto”, come un giorno è stato definito da un giornalista per descrivere la sua poliedrica carriera trentennale. Leader negli anni novanta del gruppo Mao e la Rivoluzione con cui pubblica due dischi per la Virgin (“Sale” e “Casa”, arrivando a partecipare a Sanremo Giovani con “Romantico” ed aprire per gli Oasis), conduttore insieme ad Andrea Pezzi di programmi televisivi trasmessi su MTV (“Kitchen”, “Hot”, “Romalive”, “Tiziana”, “Tokusho”), speaker radiofonico fin dai tempi del liceo (Radio Deejay, Radio Flash e Gru Radio), attore sia in lungometraggi (“20 Venti” di Marco Pozzi, “500!” di Giovanni Robbiano, Lorenzo Vignolo e Matteo Zingirian, “Perduto Amor” di Franco Battiato, “A/R Andata+Ritorno” e “Passione sinistra” di Marco Ponti, “I solidi idioti” di Enrico Lando) che in cortometraggi (per la regia di Enrico Iacovoni, Nicola Rondolino, Igor Mendolia e Guido Norzi). Collabora negli anni con diversi musicisti, tra cui Delta V, Max Gazzè e Morgan, produttore artistico del suo primo disco solista “Black mokette” pubblicato dalla Sony Music, a cui fa seguito la colonna sonora del film “500!” pubblicato dalla Mescal. Insieme ai Santabarba, è alla guida della resident band della trasmissione televisiva “Scalo 76” su RaiDue. Sempre in Rai partecipa con la sua inseparabile chitarra al programma radiofonico “Ventura Football Club” in onda su RaiRadio1. Da quindici anni, è agitatore, insieme alla crew CortoCorto (www.cortocorto.it) del nightclubbing torinese con le sonorizzazioni di “Duel \ Soundtrack Contest”, i contest cantautoriali di “LaBase \ Song Contest” ed il talk-show “Il Salotto di Mao”, format con cui ha ospitato nel corso degli anni più di mille artisti. Per dieci ha fatto parte de Le Voci del Tempo, una compagnia che racconta la storia italiana in club, piazze, rassegne e teatri con spettacoli fatti di canzoni, immagini e parole. Negli ultimi anni, pubblica il suo secondo disco solista “Piume pazze”, distribuito gratuitamente su internet, e due romanzi musicali, “Meglio tardi che Mao” (Express Edizioni) e “Olràit! Mao sogna Celentano e gliele canta” (Arcana Edizioni), quest'ultimo primo atto di un'“opetretta”, un'operetta di tre atti (romanzo, disco, film), su cui sta attualmente lavorando, oltre ad avere in cantiere il disco di debutto del progetto di sperimentazione elettronica Bit Reduce (www.bitreduce.it). Gestisce il CortoCorto STUDIO, studio di produzioni e registrazioni indie situato nel cuore del quartiere San Salvario di Torino. www.inartemao.it

 

 

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