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Giovanni Tommaso (Perigeo, Apogeo)

In occasione del concerto che il Perigeo ha tenuto a Firenze, lo scorso 23 luglio (lo abbiamo recensito QUI), abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Giovanni Tommaso, fondatore della band, avvicinato grazie alla comune conoscenza di Francesco Pozone, organizzatore del Music Day (lo abbiamo intervistato QUI).
Ne è uscito fuori un bel coacervo di argomenti interessanti inclusi “progetti futuri” del tutto inaspettati.




Perigeo One Shot Reunion
Firenze
Piazza Santissima Annunziata
23 luglio 2019

Formazione
Giovanni Tommaso: basso, contrabbasso
Bruno Biraco: batteria
Clausio Fasoli: sassofoni
Tony Sidney: chitarra
Claudio Filippini: piano, tastiere
Alex Pacho Rossy: percussioni, batteria
Special Guest
Jasmine Tommaso: voce
Danilo Rea: pianoforte
Fabio Morgera: tromba



- A&B - Il vostro primo album, "Azimut", è un disco di matrice chiaramente jazz rock. Con "Abbiamo tutti un blues da piangere", invece, si comincia a percepire una certa contaminazione ed è proprio con questo album che si sono manifestate delle aperture sonore. La critica ha quindi cominciato a fare paragoni con gruppi progressive. All'epoca, foste d'accordo?
- Giovanni Tommaso - Non ero e non sono d’accordo. Quando ho formato il Perigeo avevo già scritto alcuni brani che avevano una direzione precisa, quella del “sincretismo”, termine caro ad alcuni intellettuali, e cioè la fusione di due elementi apparentemente lontani, il Jazz e il Rock. Io ci aggiunsi farina del mio sacco (scusate la presunzione), inserendo alcuni brani con atmosfere e suoni elettronici che avrebbero avuto la funzione delle tradizionali “ballads”. Il tutto risultò, fin dall’album di esordio, Azimut, molto originale. Il nostro sound e la nostra musica credo sia molto riconoscibile e questo ha contribuito a fare la fortuna dei nostri dischi. Tra l’altro, a parte il brano “Posto di non so dove”, in cui canto in modo poco convenzionale, ho sempre usato la voce con dei vocalizzi di tipo strumentale e quindi eravamo un gruppo squisitamente strumentale.

2) A&B - L'etichetta di band "progressive" ti è sempre andata stretta, parlando del Perigeo. Eppure è indubbio che la vostra musica abbia delle connotazioni in tal senso. Vuoi definitivamente chiarire il tuo pensiero al riguardo?
- Giovanni Tommaso - Il termine “progressive” non mi dispiace perché implicitamente suggerisce un’idea di ricerca creativa verso terre “inesplorate”, quindi mi va bene. Tuttavia, stilisticamente, “jazz rock” è forse la definizione che più si avvicina alla nostra musica.

3) A&B - Voi siete stati i primi a proporre la formula del jazz rock. Dopo di voi, una manciata di altri gruppi, tra cui preme citare gli Agorà e il Baricentro. Cosa pensi di loro?
- Giovanni Tommaso - Non voglio certo offenderli, ma non ho elementi per giudicarli.

4)  A&B - Nel tardo autunno del 1977, durante un concerto a Firenze al festival dell'Avanti, vi congedaste dal pubblico annunciando lo scioglimento. I motivi erano riconducibili alla mancanza di fondi o al successo contenuto o a cos'altro?
-  Giovanni Tommaso - Il successo lo avevamo, lo testimonia la nostra duplice presenza nella Top 10 dei dischi più venduti, fatto eccezionale per un gruppo strumentale, ma alla grande partecipazione di pubblico ai nostri concerti, faceva riscontro un incasso misero dovuto agli “autonomi” che, oltre a non pagare il biglietto, provocavano danni considerevoli che poi noi dovevamo risarcire. 
Risultato: ci dividevamo qualche spicciolo. Certamente, questo problema non ci aiutò ma, in realtà, proprio agli albori di un periodo in cui finalmente il pubblico stava ricominciando a pagare il prezzo dei biglietti, io percepii l’inizio di una lievissima flessione di creatività e di entusiasmo tra di noi. Questo mi fu sufficiente per decidere di mollare. 
Riflettendo sui cicli esistenziali che hanno segnato la mia vita, mi rendo conto che più volte ho voltato pagina nei momenti in cui le cose andavano bene, forse per sentirmi padrone delle mie scelte e non vittima delle circostanze, della serie “meglio andarsene che essere cacciati via”. Questo anche perché iniziare una nuova avventura per scelta mi ha sempre dato una grande carica.

5) A&B - Dopo lo scioglimento, l'esperienza con Ullu e poi il Perigeo Special. Puoi parlarmi brevemente di entrambe?
-  Giovanni Tommaso - Dopo lo scioglimento del Perigeo, la RCA mi offrì un contratto in esclusiva come artista, arrangiatore e produttore. 
Perigeo Special fu un progetto originale che nacque su richiesta di Ennio Melis, il direttore della RCA, che mi chiese di scrivere e produrre la musica per una commedia musicale basata sul libro “Alice nel paese delle meraviglie”. Alcuni brani furono registrati col Perigeo ma la commedia non fu mai realizzata. Il disco con Ullu fu uno dei primi lavori come arrangiatore/esecutore e chiesi agli amici del nostro gruppo di farne parte come esecutori.

6) A&B - Il Perigeo Special aveva lo scopo di proporvi in veste più vicina al mondo cantautorale? E' stato un modo per rimettersi in pista cercando di rinnovare il sound?
-  Giovanni Tommaso - No. Come ho appena detto, fu un progetto su commissione. Fu ben realizzato e il brano "Festival", che abbiamo anche inserito nel concerto di Firenze lo scorso 23 luglio, fu particolarmente riuscito. Ricordo che mi occupai personalmente delle tastiere elettroniche e il risultato fu notevole al punto che, in occasione di un ascolto alla RCA per i media e molti addetti ai lavori (musicisti e giornalisti), alla domanda su chi fosse il gruppo in quel brano, molti risposero: “i Pink Floyd!”.

7) A&B -  Il Perigeo si è sciolto definitivamente a causa dell'insuccesso di quest'ultimo progetto?
-  Giovanni Tommaso - No, a questa domanda ho già risposto poco sopra.

8) A&B - Le vostre reunion (quella del 1993 ad Umbria Jazz e quelle del 2008 a Roma e Firenze), erano nate per essere definitive?
-  Giovanni Tommaso - Sì, non avevo mai pensato a reunion stabili e, anche stavolta, sebbene, dopo quella di Firenze del 23 luglio scorso, ci abbiamo fatto un pensierino, non ho ancora preso una decisione. 
Però confesso che stavolta la tentazione c’è. 
Le sensazioni che abbiamo provato di fronte a un pubblico caldo e attento hanno provocato in noi una tale commozione che è difficile dimenticare…..vedremo. 
Una cosa è certa, il “nostro” pubblico si merita un’attenta riflessione e riproporre un’ultima serie di concerti per quelli che non sono potuti venire a Firenze sarà possibile solo se avremo dietro una struttura organizzativa all’altezza di quella che abbiamo avuto dal Musart Festival.

9) A&B - Vorrei maggiori dettagli sull'assenza di Franco D'Andrea al concerto appena citato.
-  Giovanni Tommaso - Ho letto la tua recensione del concerto di Firenze e mi è dispiaciuto che dalle mie parole sull'assenza di D'Andrea tu ne abbia tratto una versione che sapeva di "complesso abbandonico" (si riferisce alla parte della recensione in cui vengono riportati i commenti che espresse alla fine del concerto, di seguito trascritti testualmente: "Sono assai dispiaciuto per il suo diniego", ha dichiarato un commosso Giovanni Tommaso a fine concerto, precisando altresì che egli intrattiene ottimi rapporti con il resto della band ma che non è più interessato alla testiera, abbandonata da anni a favore del pianoforte. NdA). 
Niente di tutto questo. Quando sono andato a casa sua, a Milano, per parlare della reunion, ci siamo salutati con un affettuosissimo abbraccio (mai prima così lungo) e proprio Franco era ancor più commosso di me.

10) A&B - Beh, avrai anche letto cosa pensavo si potesse fare. La sua volontà di non toccare le tastiere, secondo me, poteva essere gestita in coppia con Claudio Filippini. Quest'ultimo alle tastiere e Franco al piano. E' stata presa in considerazione questa ipotesi?
-  Giovanni Tommaso - Credo di avere già risposto a questa domanda.

11) A&B - Claudio, bravissimo, ha suonato già con te, negli Apogeo, gruppo che si è fermato dopo due bellissimi dischi. Quali le cause ?
-  Giovanni Tommaso - Sorprendentemente per noi, Apogeo non ha avuto i riscontri che auspicavamo, eppure i nostri concerti hanno avuto un ottimo gradimento di pubblico e di critica.

12) A&B - Tornando al Perigeo, hai dichiarato che l'ultimo concerto sarebbe stato registrato. E' in animo di pubblicare un disco dal vivo?
-  Giovanni Tommaso - Il concerto è stato registrato con un multitraccia e anche filmato con ben 10 telecamere, quindi stiamo valutando questa possibilità. Certo, è durato più di due ore e quindi, comunque, avrebbe bisogno di un’attento lavoro di post-produzione.

13) A&B - Ultime parole per i lettori di Artists and Bands...
-  Giovanni Tommaso - Difficile valutare chi siano i miei interlocutori, comunque la cosa che mi viene spontaneo dire è che, per un musicista, il momento più importante è quando si trova solo con se stesso nel proprio studio, mentre progetta il suo lavoro e deve decidere in quale direzione andare... Ecco, quello è il “grande momento”: sia onesto con se stesso e abbia il coraggio di seguire il proprio istinto.



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