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Paolo Siani e Giorgio Usai (Nuova Idea)

In assenza, alla conferenza, dei tanti che si definiscono maestri indiscussi del prog, presenti invece agli stand, intenti a spulciare dischi (o a venderli a prezzi esorbitanti), abbiamo fatto una chiacchierata - tra presente e passato - con i due componenti storici della Nuova Idea, Paolo Siani e Giorgio Usai, incontrati in occasione della presentazione del nuovo disco di Paolo Siani, "The Leprechaun's Pot Of Gold" (lo abbiamo recensito QUI), al "Music Day - XXIII Giornata del Collezionismo Musicale", a Roma, il 3 febbraio 2019.

PAOLO SIANI


Intervista

A&B: per prima cosa, due doverose parole introduttive sul nuovo album "The Leprechaun's Pot Of Gold".
Paolo:
questo è il terzo album della Trilogia che completa il quadro del mio progetto "Paolo Siani featuring Nuova Idea": è stato un lavoro impegnativo che ha richiesto due anni di registrazioni ma ricco di soddisfazioni, per il risultato raggiunto.

A&B: a cosa allude il titolo?  
Paolo: The Leprechaun è una sorta di gnomo tipico del folklore e della mitologia irlandese le cui caratteristiche principali sono l'avidità di denaro, la curiosità intrigante e la ricchezzza nascosta, caratteristiche che mi ricordano certi finanzieri dei nostri giorni...

A&B: perché questo disco, così come i due precedenti, sono usciti a nome "Paolo Siani featuring Nuova Idea"? Perchè, più semplicemente, vista anche la presenza di ex membri dei Nuova Idea (Ricky Belloni, Marco Zoccheddu, Giorgio Usai), non adottare direttamente lo storico moniker?
Paolo: perchè questo progetto è nato nel 2009 da me e lo sento mio fino in fondo anche se sono stato gratificato della collaborazione di alcuni dei componenti storici della Nuova Idea. Per questa ragione non mi pareva giusto usare il nome Nuova Idea così, nudo e crudo. Al contrario di quanto succede nel nostro paese con le band del passato, non mi piaceva l'idea di avvalermi della tradizione per propormi con musica del tutto nuova ed originale. Insomma, un viaggio contemporaneo e per niente nostalgico anche se, inconsapevolmente, qualche riferimento agli stilemi del passato è stato inevitabile.



A&B: avete presentato il nuovo disco a Roma, nel corso del "Music Day - XXIII Giornata del Collezionismo Musicale", il 3 febbraio 2019. Durante la conferenza, il mediatore ha criticato la scelta del cantato in italiano. Il disco, tuttavia, è cantato in inglese. Dopo che questa cosa è emersa, non senza imbarazzo, "l'accusa" è stata quella della pronuncia italianizzata, poco importando che Roberto Tiranti parli da madre lingua. Ho avuto l'impressione di approssimazione e disinformazione. Vorrei una vostra opinione al riguardo.
Paolo: Maurizio Baiata, il nome dell'intervistatore al Music Day, è un giornalista della storica rivista musicale dei '70 "Ciao 2001". Credo si sia trattato di un innocuo incidente di percorso, una disattenzione, niente di più, perchè ho visto personalmete un mare di appunti che Maurizio aveva preparato diligentemente per l'intervista. Per quanto riguarda i testi, sono stati scritti da me direttamente in inglese e, senza falsa modestia, cantati senza "italianizzazioni" fastidiose. Tiranti canta in inglese perfettamente e gli altri due cantanti, Paul Gordon Manners e Anthony Brosco, sono uno di madre lingua e l'altro cittadino inglese, quindi...
Giorgio: Mi associo assolutamente a Paolo! Roby Tiranti parla meglio l’inglese dell’italiano e canta nella “sua” madrelingua. Sicuramente è stato un impercettibile incidente di percorso! Maurizio Baita non si discute!

A&B: Il "Music Day" è un evento legato al mondo del collezionismo che ultimamente sta registrando un crescente interesse sia da parte dei venditori, sia da parte dei collezionisti. Quale il motivo per cui si è deciso di presentare il disco proprio a Roma, nel corso della prima giornata di questa interessante rassegna?
Paolo: personalmente sono molto legato al mondo del vinile tanto è vero che tutti i miei tre album sono stati stampati dalla Black Widow anche in vinile. Inoltre, penso che i collezionisti siano al momento la fascia di pubblico più curiosa rispetto al genere di musica che io propongo. Abbiamo scelto Roma perchè è stato così per tutti e tre gli album: alla Capitale sono legato musicalmente per moltissime ragioni; si tratta di una sorta di seconda patria musicale, dove ho molto amici. Considero Roma una città importante per la presentazione di un disco.
Giorgio: A Roma, sicuramente, perché l’organizzatore Francesco Pozone ci ha sempre invitati alla manifestazione. Sono già due anni che sia Paolo, sia io, siamo ospiti di quello che credo sia il “Festival del vinile” tra i più importanti del momento. Il vinile sta rinascendo alla grande ed io, anzi noi, che ci consideriamo figli del 33 e del 45 giri, stiamo riassaporando finalmente la gioia di una grande rinascita. 

A&B: Perchè in questo album hai coinvolto, tra tutti gli ex membri dei Nuova Idea, soltanto Giorgio?
Paolo: una ragione è che purtroppo Marco Zoccheddu ha avuto problemi di salute che gli/ci hanno impedito di lavorare insieme. Una seconda ragione è che ho incontrato e ascoltato il chitarrista Nik Carraro, un giovane talento che mi ha colpito profondamente per il suo gusto musicale, molto vicino al mio. 

A&B: Giorgio, i tuoi impegni con Paolo hanno rallentato o rallenteranno la tua attività con il Mito New Trolls?
Giorgio: Lo escludo in assoluto. Nessun progetto ostacola l’altro.

A&B: in questo disco suona, come sopra detto, Roberto Tiranti, che milita ne La Leggenda New Trolls. I rapporti tra quest'ultimo organico e il Mito New Trolls sono piuttosto tesi, per via dei noti contrasti tra Ricky Belleno e Vittorio De Scalzi. Quali sono i tuoi rapporti con Roberto Tiranti e come è stato lavorare con lui in studio registrando "The Leprechaun's Pot Of Gold"?
Giorgio: ma sai, i contrasti, alla lunga, si dissolvono, per cui non vedo alcun problema al momento. Con Roby i rapporti sono più che idilliaci, per cui lavorare assieme è stato un divertimento unico ed irripetibile. In studio ci siamo “ammazzati” dal ridere e anche con Marco Zoccheddu, tanto che spesso bisognava tornare nei “ranghi”, richiamati all’ordine. Diversamente, il disco sarebbe ancora in lavorazione.

A&B: questo è il terzo album per la Black Widow. Due parole su questa importante label indipendente e sui vostri rapporti. 
Paolo: Massimo Gasperini e Pino Pintabona sono due stupendi appassionati di musica e, soprattutto, sono molto dotati di pazienza dal momento che il sottoscritto non ha un carattere facilissimo; mi hanno dedicato fin da subito attenzione e molto affetto. Abbiamo anche discusso tenacemente ma, alla fine, abbiamo sempre trovato una soluzione intelligente. C'è molta stima tra noi. Mi hanno sempre lasciato molta libertà artistica, cosa fondamentale per me. Il rapporto con la BWR è diretto ed immediato in ogni momento e, visto che non sono più un ragazzino, l'idea di affogare nelle lentezze di una major, proprio non mi prendevano.

A&B: sono previste date dal vivo? Con quale formazione?
Paolo: il 2/3 marzo saremo a Genova al Teatro Carignano con me, Usai, Zoccheddu, Tiranti, Martin Grice, Nik Carraro, Paolo Tognazzi e, direttamente, da Brighton (UK) Anthony Brosco. Il 24 aprile saremo al Giardino di Verona (un vero e proprio tempio della musica Prog e non solo), con una formazione più snella e con l'aggiunta di mio figlio Alessandro. 



A&B: in un periodo in cui le reunion sono all'ordine del giorno, c'è speranza di rivedere un organico che si presenti come Nova Idea, con i membri storici?
Paolo: io non sono troppo affezionato al passato nel senso che non trovo sia necessario ripresentarsi con lo stesso organico anche se, nel nostro caso, abbiamo la fortuna di esserci ancora tutti e in perfetta armonia. Tuttavia, durante l'imminente concerto a Genova, succederà qualcosa in questo senso
Giorgio: qualcuno dei membri storici ha intrapreso un percorso diverso nella vita abbandonando la musica, per cui siamo rimasti Paolo ed io e, a volte, si unisce anche Marco Zoccheddu, a continuare con la musica. Per quanto mi riguarda, anche facendo parte del Mito New Trolls, quando Paolo mi chiama sono sempre presente ad ogni suo progetto.

A&B: parlando degli anni '70, quale è la ratio dei progetti "The Underground Set" e "The Psycheground Group"?
Paolo: nessuna ratio se non quella di produrre musica per sincronizzazione (film e pubblicità) da parte dei produttori, i fratelli Gianfranco e Giampiero Reverberi
Giorgio: beh, diciamo che i fratelli Reverberi approfittavano della nostra grande inventiva e creatività musicale, utilizzando quello che registravamo per colonne sonore o sottofondi musicali.

A&B: perchè far credere che dietro alla sigla "The Underground Set" si celasse un gruppo inglese?
Giorgio:
perché c’erano anche problemi editoriali e discografici per cui noi non potevamo assolutamente comparire come Nuova Idea.
Paolo: eravamo esecutori ma non padroni di questo progetto. Eravamo alle prime armi in sala di registrazione e non lo abbiamo seguito per niente.  

A&B: quali le formazioni dell'uno e dell'altro gruppo?
Paolo: gli Underground, oltre alla nostra formazione non sempre completa, comprendevano interventi di vari turnisti mentre gli Psiche erano nostre vere e proprie Jam Sessions nello studio romano di Gianfranco Reverberi. Il Maestro ha poi aggiunto degli strumenti.
Giorgio: infatti, molte volte, Giampiero utilizzava qualcuno di noi per alcune colonne sonore di film, magari stranieri, registrando a Milano negli studi della Fonit Cetra. 

A&B: Paolo, nel 2011, in una intervista, hai svelato aneddoti legati ad alcune colonne sonore di film usciti nel triennio '69/'71. Vorrei, se possibile, maggiori dettagli al riguardo. 
Paolo: non riesco ad essere più preciso, onestamente, perchè, come altre cose, nessuno ci avvertì dell'uscita di quei film, peraltro non proprio da Oscar
Giorgio: come dicevo prima, abbiamo registrato colonne sonore che venivano utilizzate per film stranieri.

A&B: torniamo ai giorni nostri: progetti futuri?
Paolo: ho un'età in cui fare progetti a lungo termine è poco consigliabile. Per prima cosa i live. Poi sto scrivendo cose ma non ho ancora inquadrato un progetto vero e proprio. Sono molto attratto dalle colonne sonore, alla loro orchestrazione in particolare, e non nego la voglia di riprendere i mei studi di musica e i lavori di musica elettronica che mi hanno tenuto impegnato per molti anni nei contesti teatrali
Giorgio: i miei progetti futuri, oltre che con il Mito New Trolls, sono legati a quelli di Nuova Idea, sempre che Paolo continui ad averne voglia, ovviamente, componendo nuovi “capolavori”.

A&B: Ultime parole per i lettori di A&B
Paolo: spero che questo nuovo lavoro "The Leprechaun's pot of gold" incontri il gusto di molte persone e possa diventar parte delle collezioni dei molti appassionati del genere.
Giorgio: l’invito che rivolgo ai lettori è di amare sempre la musica bella, e ce n’è tanta, credetemi. Inoltre, invito tutti a venire ad ascoltare, dove vi è possibile, un concerto della Nuova Idea: resterete sicuramente più che meravigliosamente soddisfatti.


 

 


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