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Paul Wertico (PAT METHENY GROUP, SBB)

 

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Intervista di Gianluca Livi e Roberto Cangioli.
Traduzione di Gianluca Livi


Introduzione


Il nome di Paul Wertico rimane indissolubilmente legato a quello del Pat Metheny Group, nel cui organico è entrato nel lontano 1983 (vincendo 7 Grammy Award per "Best Jazz Fusion Performance", "Best Contemporary Jazz Performance" e "Best Rock Instrumental Performance"), permanendovi per ben 18 anni, fino al 2001.
Nel corso della sua lunga carriera, Paul è stato un membro effettivo degli SBB, pluripremiato gruppo europeo di prog e jazz-rock, ed ha suonato, tra gli altri, con artisti del calibro di Lee Konitz, Dave Liebman, Herbie Mann, Randy Brecker, Jerry Goodman e moltri altri ancora.
E' l'inventore e/o l'ideatore di diversi prodotti per batteria commercializzati dalla Pro-Mark ("TUBZ", “Paul Wertico Signature Drum Stick”, “Paul Wertico’s Acousticx”).
Dal 2007 è Professore Associato di studi Jazz presso la Roosevelt University's Chicago College of Performing Arts.


 


 


Intervista

Artists & Bands - Ciao Paul e grazie per la tua disponibilità.
Paul Wertico - Ciao Gianluca, ciao Roberto. Prima di tutto, spero vivamente che voi stiate bene dopo questo orribile terremoto che ha colpito l'Italia. 

A&B - Grazie per il tuo interessamento. Qui a Roma tutto ok, sebbene anche noi abbiamo sentito chiaramente tremare la terra. Orribile sensazione....
PW - Per cortesia, porgete a tutti i miei più calorosi e affettuosi auguri.

A&B - Non mancheremo. Grazie.
Vorremmo iniziare questa intervista parlando del Pat Metheny Group.  Il tuo ingresso nel gruppo è coinciso più o meno con l'arrivo in organico del polistrumentista argentino Pedro Aznar e, più in generale, quando Pat ha concentrato il suo interesse per il suono dell'America Latina (Metheny ascoltò te e Steve Rodby nella band Simon & Bard). Dopo il tuo ingresso, la band ha pubblicato dischi memorabili come "First Circle", "Still Life (Talking)", fino a "We Live Here". Gli anni in cui hai suonato con il PMG sono stati probabilmente quelli di maggior popolarità per il gruppo in tutto il mondo (non va dimenticato il tour in Sud America con Charlie Haden e il tour dell'album "Secret Story"). In quel range di tempo, hai vinto anche sette Grammy Awards. Cosa ricordi di quel periodo?

PW - Sono stati 18 anni sorprendenti: tour in giro per il mondo, suonando grande musica con musicisti fantastici, realizzando album che sono diventati dei classici...ed essere pagati per farlo.
Questo è ciò che i musicisti sognano di voler fare.
Q
uindi, cosa altro posso aggiungere?



A&B - Qual è l'album del Pat Metheny Group nel quale hai suonato che ti ha catturato maggiormente il cuore?
PW - Probabilmente "Still Life (Talking)", anche se uno dei miei brani preferiti di sempre è "Mas Alla (Beyond)" da "First Circle".

A&B - Qual è la tua opinione riguardo agli altri due batteristi del PMG?
PW - Penso che siano entrambi meravigliosi batteristi.

A&B - E, finalmente, la domanda più importante: perchè hai lasciato il PMG?
PW – La vita è anche cambiamento e crescita e quello era il giusto momento per cambiare e crescere.
Inoltre, dopo parecchi anni in giro per il mondo, avevo la necessità di dedicare più tempo alla mia famiglia.

A&B - Nel 1997 hai registrato come un co-leader "The Sign Of Four" con Pat Metheny, Derek Bailey e Gregg Bendian. Puoi dirci come è nata l'idea di questo album? Cosa ti aspettavi e quale traguardo hai pensato di raggiungere pubblicandolo?
PW - Tutto è nato da una registrazione di una jam realizzata con Pat: in duo, io e lui. Il risultato è un po' come quello raggiunto con Gregg nel CD intitolato "BANG!".

A&B - Perché nel tuo album solista "The Yin And The Yout", Pat Metheny appare sotto lo pseudonimo di "Yu Gno Whu"? Era una questione di permessi negati dalla label di appartenenza o cosa?
PW - Fu Pat a chiedermi di usare uno pseudonimo perché nel corso di quello stesso anno aveva realizzato un numero di registrazioni per altri artisti più alto di quello permesso.

A&B - Il tuo drumming è spesso influenzato dai ritmi e suoni etnici. Questo è piuttosto evidente anche nel tuo primo lavoro solista, il citato "The Yin And The Yout", ove sono rinvenibili tracce provenienti dall'America Latina ma anche suoni prettamente africani. Pensi che sia una tua propensione naturale?
PW - Ho sempre ascoltato musica proveniente da tutto il mondo. Anche quando ero giovane compravo molti dischi, non necessariamente di jazz e rock, ma tutto ciò che ritenevo interessante per me, dal blues al country passando per la musica classica e le sonorità africane, brasiliane, fino ai suoni prodotti dai monaci tibetani.
Tutto questo ha contribuito a farmi diventare ciò che sono ora.
Analogamente cerco di spingere i miei studenti a cercare tutta la musica di cui necessitano da altrettanti stili e luoghi, ciò al fine di renderli più aperti e versatili, come musicisti e come persone.

A&B - Puoi parlarci della tua esperienza con Simon & Bard?
PW - Quelli erano bei tempi, in tour negli Stati Uniti a bordo di un furgone, a volte guidando ininterrottamente per 48 ore, per suonare in una data.

A&B - Negli ultimi anni, hai collaborato con molti artisti di rilievo con estrazioni musicali assai diverse. Tra questi, impossibile non citare i polacchi SBB con cui sei stato in formazione dal 2000 al 2007. Ma sei anche molto attivo nella campo della formazione: da tempo, ormai, sei insegnante, anche in classi composte da bambini. Come pensi che sia possibile avvicinare i bambini alla musiche jazz o classica? E soprattutto, che cosa hai imparato da questa esperienza?
PW - Penso che se si insegna il jazz e la musica classica alle persone, fin da quando sono bambini, molte di queste cresceranno con questi interessi, che entreranno immediatamente a far parte della loro infanzia: è un'esperienza che li coinvolgerebbe fin dai loro primi anni di vita.
Il primo CD che mia figlia ha ascoltato era "Ballads" di John Coltrane, che le ho fatto sentire quando si svegliava nel mezzo della notte, e sembrava davvero avere il potere di calmarla.

A&B - in base alla tua esperienza, pensi che l'approccio che i bambini hanno nei confronti della musica sia matematico o istintivo?
PW – Dipende da più fattori: il bambino, la musica e l'insegnante.

A&B - A proposito degli SBB, come è stato possibile, per te, incrociare la strada con questa band polacca?
PW - Ho conosciuto la band quando Marek Komar, che era allora il presidente del fan club di Pat Metheny Group europeo, mi chiese di suonare con loro in due concerti, in Germania, giacché in quel periodo non avevano un batterista.
Come noto, abbiamo poi suonato insieme ad un solo concerto, giacché il secondo fu annullato. La registrazione di quella performance è stata registrata e poi pubblicata nel CD intitolato "Good-Bye!".
Questo concerto è stato fondamentalmente per Józef Skrzek, Apostolis Anthimos e me: nonostante non avemmo la possibilità di fare una prova generale, soltanto un rapido soundcheck, suonammo così bene assieme e ci siamo così tanto piaciuti l'un l'altro, che mi è stato chiesto di entrare stabilmente nella band.
H
o accettato e sono stato più che felice di farlo.

lp_trio

Con gli SBB (copertina dell'album "Trio - Live Tournee 2001")


A&B - Perché la collaborazione si è conclusa?
PW - Sono stato con loro per sette anni, ma ho dovuto interrompere quando ho cominciato la mia attività di insegnamento presso la Roosevelt University (Paul è Professore Associato di studi Jazz presso la Roosevelt University's Chicago College of Performing Arts, ovviamente in batteria. Nota degli intervistatori), che non mi ha più consentito di viaggiare come facevo prima.

A&B - Hai partecipato a numerose registrazioni come co-leader: un LP omonimo e un altro dal titolo "Earwax Control", un live intitolato "Number 2 Live", "Spontaneous Composition", un disco di batteria e percussioni in due con Gregg Bendian intitolato "BANG!"; due cd di piano, basso e batteria (con Laurence Hobgood e Brian Torff) intitolati "Union” e “State Of The Union".  Qual è il tuo preferito e per quali ragioni?
PW - Mi piacciono tutti, ma le due registrazioni sotto il nome di "Earwax Control" occupano un posto speciale nel mio cuore perché erano così sperimentali, così divertenti e folli, a volte.
Di solito non mi piace scegliere un "preferito", soprattutto per ciò che riguarda le uscite discografiche, dal momento che dietro ad ogni scelta ci sono sempre differenti motivazioni, diversi approcci e caratteristiche musicali, ecc.

A&B - Quanto Barbara Unger (tua moglie) ha influenzato il tuo stile musicale e le tue composizioni?
PW - Abbiamo appena festeggiato il nostro 30° anniversario di matrimonio e posso dirti che mi ha influenzato in ogni modo, non soltanto sul piano squisitamente musicale.

A&B: nel 2004 sei stato premiato come "Chicagoan of the Year" dal Chicago Tribune e l'album di quel periodo è stato anche consigliato "album-of-the-year"  dal quotidiano Chicago Sun-Times. Cosa pensi di questi premi?
PW - Anche se è necessario creare arte per esprimere se stessi e non per vincere premi, essere premiati è sempre bello, perché vuol dire che è stato riconosciuto il tuo impegno nel realizzare qualcosa di importante, contribuendo con una forma d'arte, allo sviluppo della società.

A&B - Sei stato anche produttore. Qual è il miglior album che hai prodotto e quali sono le ragioni?
PW - Ancora una volta, utilizzando termini come "il migliore" o "il mio preferito", non necessariamente si allude alle cose che realmente si amano, che io realmente amo, come un certo tipo di musica, taluni musicisti, ecc.



A&B - Il disco del 2007 con Brian Peters, "Ampersand", è stato descritto come "uno dei dischi più ambiziosi mai pubblicato, registrato nel corso di un periodo di quattro anni che documenta un approccio completamente nuovo, combinando elementi di rock e jazz, risultando così un prodotto finale molto accattivante ". Vorremmo a sviluppare meglio questi concetti.
PW - Brian è un musicista e un essere umano veramente brillante.
Ha così tanto talento, in più settori, che abbiamo intenzione di realizzare molte più cose insieme, quando entrambi avremo il tempo per farlo.
"Ampersand" è stato registrato in gran parte nel suo studio e io ho contribuito con le mie parti di batteria nel mio studio, in un solo giorno.
Mi piace che questo CD sia una di quelle registrazioni, tra quelle da me realizzate, ascoltata da più persone.
Come molta della migliore musica che ho fatto, è fondamentalmente un'auto-produzione, un modo di fare musica che è piuttosto problematico, perchè non facilmente e adeguatamente distribuibile e promuovibile.

A&B - Quali sono i tuoi ultimi progetti?
PW - La band "Wertico Cain & Gray" è l'ultimo mio progetto.
Abbiamo pubblicato cinque CD (“Sound Portraits”, “Out In SPACE”, “Organic Architecture”, “Realization” e “Short Cuts - 40 Improvisations”), due DVD (“Sound Portraits” e “Organic Architecture”) e un video disponobile esclusivamente on-line (“Realization”).
Questo trio vanta in organico due polistrumentisti validissimi: David Cain (che è anche un fantastico regista) e Larry Gray.
Noi suoniamo al 100% musica improvvisata: non organizziamo o pianifichiamo la nostra musica prima di suonarla e componiamo tutto in maniera spontanea.

A&B - Ci sarà la possibilità di vederti dal vivo in ​​Italia?
PW - Di solito vengo a suonare o presentare alcune clinics un paio di volte l'anno con il trio Mocata, Scaglia e Wertico, con in organico due meravigliosi musicisti italiani: il pianista Fabrizio Mocata e il bassista Gianmarco Scaglia.
Abbiamo pubblicato un CD, "Free The Opera" nel 2013 e contiamo di pubblicarne un altro nel prossimo futuro, perché amo suonare con questo trio!

A&B - Grazie per la tua disponibilità, Paul.
PW - Grazie a voi per l'interessamento.

 

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ENGLISH VERSION


Interview by Gianluca Livi and Roberto Cangioli

Introduction

Paul Wertico gained recognition as a member of the Pat Metheny Group, from 1983 until 2001, leaving the group to spend more time with his family and to pursue other musical interests. Metheny heard the Simon and Bard Group with Wertico and bassist Steve Robdy, and invited both to join his band. During his tenure with PMG, the drummer played on ten recordings and four videos, appeared on television and toured around the world. He also won seven Grammy Awards (for "Best Jazz Fusion Performance", "Best Contemporary Jazz Performance" and "Best Rock Instrumental Performance").
From 2000 to 2007, he was a member of the platinum-record-winning Polish prog/jazz-rock band, SBB.
Among the musicians with whom he has played are Lee Konitz, Dave Liebman, Herbie Mann, Randy Brecker, Jerry Goodman and many others.
He's also the inventor of TUBZ, made by Pro-Mark (who also makes the “Paul Wertico Signature Drum Stick”.). A new independently manufactured signature product is also now available called “Paul Wertico’s Acousticx.
Wertico is very active in the field of education. In addition to teaching drums privately for 45 years, he is an Associate Professor of Jazz Studies at the Chicago College of Performing Arts of Roosevelt University in Chicago, and he also headed the school’s Jazz & Contemporary Music Studies program for five years.



Interview

Artists & Bands - Ciao Paul.
Paul Wertico
- Ciao Gianluca, ciao Roberto. First of all, I hope you and everyone you know is okay after the horrible earthquake. Please give everyone my regards.

A&B - Here, in Rome, it's all ok but we listened to it..... horrible sensation. Thanks for your interest.
Here our questions: Your engagement with Pat Metheny Group happened more or less with the arrive of Argentinian multi-instrumentalist Pedro Aznar and more in general when Pat Metheny focused his interest on Latin America sound (even if Metheny heard you before with Steve Rodby since you played together in Simon & Bard group). From here the production of albums like “First Circle”, “Still Life (Talking”, until “We Live Here”. The years you played with the PMG were probably the same that raised up the popularity of PMG all over the world (including the tour in South America with Charlie Haden and the “Secret Story” album tour). In the same years you won seven Grammy Awards. Time passed by. What would you consider those years?
PW
– Those were an amazing 18 years. Touring the world, playing great music with fantastic musicians, making CDs that became classics, and getting paid to do so.
That’s what musicians dream about being able to do.
So what else can I say?!!

A&B – Which is the PMG album you played on that more caught your heart and why?
PW
– Probably “Still Life (Talking)”, even through one of my all-time favorite tracks is “Más Allá (Beyond)” from “First Circle”.



With the Pat Metheny Group (1993)

 

A&B – What's your opinion about the others two drummers in the PMG?
PW – They’re both wonderful drummers.

A&B – And finally, why you left PMG?
PW
– Life is about change and growth, and it was the right time to change and grow.
Plus, after years of touring, I wanted to spend a lot more time at home with my family.

A&B – In the 1997 you recorded as a co-leader “The Sign of Four” with Pat Metheny, Derek Bailey and Gregg Bendian. Can you tell us how was born the idea for this album, what did you expect for and what did you think achieve with it?
PW
– That recording came as a result of me playing Pat the drum duo CD I made with Gregg entitled “BANG!”.

A&B – Why in your “The Yin and The Yout” CD was Pat Metheny’s name “hidden” as Yu Gno Whu? Was it just a matter of label permission or whatever?
PW
– I was told it was because Pat had already done a number of recordings for other artists that year and he wasn’t allowed to exceed that number.

A&B – Drummers are often influenced by ethnic rhythms and sounds. This is clear even in your first work, “The Yin and The Yout” where we can find out some ideas coming from Latin America sound and African sound. Do you think it’s a natural propensity? Why?
PW
– I’ve always listened to music from all over the world. Even when I was young, I’d buy records, and not only jazz and rock music, but everything that looked interesting to me, from blues to country music, classical music, African music, Brazilian music, even music and sounds by Tibetan monks.
It all contributed to helping me become who I am, and I try to inspire my students to seek out as much music from as many styles and places as they can to make them more open-minded and versatile musicians and people.

A&B – Can you talk about your experience with Simon & Bard?
PW
– Those were great times touring around the U.S. in a van, sometimes driving up to 48 hours to play one gig.

A&B – In the last years, you collaborated with many notable artists so you featured on group recordings in a variety of musical genres, including the Polish progressive rock band SBB you played with from 2000 to 2007. But even you are very active in the field of education: beside your teaching classes, you collaborated for children’s records. How do you think is it possible approaching children to jazz or classical music? And above all what did you learn from children’s interest about music?
PW
– I think if you play jazz and classical music for children when they are really young, many of them grow up to like it, since it becomes part of their childhood and an early life experience.
The very first CD my daughter ever heard was John Coltrane’s “Ballads”, which I played for her as a baby when she woke up in the middle of the night and it really seemed to soothe her.

A&B - based on your experience, do you think that the approach that children have on music is mathematical or instinctive?
PW
– It depends on the child, the music, and the teacher.

dvd_2005

With SBB (DVD - Live In Theatre 2005)

 

A&B – About SBB, how was it possible that you met this Polish band?
PW
– I met the band when Marek Komar, who was then the president of the Pat Metheny Group European fan club, ask me to play two concerts in Germany with SBB, who didn’t have a drummer at the time.
As it turned out, we only played one concert because the second one was cancelled, but the first concert was recorded and later released as a CD entitled “Good-Bye!”.
That concert was basically the three of us, Józef Skrzek, Apostolis Anthimos, and me, jamming on stage, since we didn’t even do a rehearsal, just a sound check, but we played so well together and really liked each other, so I was asked if I’d like to join the band, and I was more than happy to do so.

A&B – Why the collaboration ended?
PW
– I was with SBB for seven years, but I when I became a full-time professor at Roosevelt University (Paul is an Associate Professor of Jazz Studies at the Chicago College of Performing Arts of Roosevelt University in Chicago), I couldn’t travel as much anymore.




A&B – You released numerous recordings as co-leader: a self-titled LP, "Earwax Control"; a live entitled "Number 2 Live"; a self-titled LP, "Spontaneous Composition"; a drum/percussion duo CD (with Gregg Bendian) entitled "BANG!"; two piano/bass/drums trio CDs (with Laurence Hobgood and Brian Torff) entitled "Union” and “State Of The Union". Which one is your favorite and for which reasons?
PW
– I like them all, but the two Earwax Control recordings hold a special place in my heart because they were so experimental, and so funny and crazy at times.
However, I usually don’t like to pick out a “favorite” of anything, especially musical things, since they all have different reasons that I may like them, such as different musical approaches and characteristics, etc.

A&B – How much Barbara Unger (your wife) influenced your music style and your compositions?
PW
– We just celebrated our 30th Wedding Anniversary, so she has influenced me in every way, not just musically.

A&B - In 2004 you were honored as a "Chicagoan of the Year" by the Chicago Tribune and you have also been recommended by that newspaper and the Chicago Sun-Times for album-of-the-year awards. What do you think about these awards?
PW
– Even though you should create art to express yourself, not to win awards, winning an award is always nice, since it means you’re being recognized for doing something important and contributing to the art form and to society.

A&B – You produced also records. What is the best album you've produced and what are the reasons?
PW
– Again, using terms like “the best” and “my favorite” don’t really apply to the things that I love, such as music, musicians, etc.

 

A&B – The record released in 2007 with Brian Peters, "Ampersand", was described as "one of the most ambitious records ever released. Recorded over a period of four years, it documents a completely new approach to combine elements of both Rock and Jazz music while resulting in a very listenable and captivating final product." We'd like you to develop better these concepts.
PW
– Brian is a truly brilliant musician and human being. He’s so talented in so many ways and we plan on doing a lot more things together when we both have the time to do so.
“Ampersand” was recorded mostly in his studio and I put on my drum parts in my studio in one day, which he engineered.
I love that CD and it’s one of those recordings I wish more people could hear, but like a lot of the best music I’ve made, it’s basically self-released, so that’s always a problem in getting wider distribution, promotion, and recognition.

A&B - What are your latest projects?
PW
– The band, Wertico Cain & Gray, is the latest. We’ve released five CDs (“Sound Portraits”, “Out In SPACE”, “Organic Architecture”, “Realization”, and “Short Cuts - 40 Improvisations”), two DVDs “Sound Portraits” and “Organic Architecture”), and one video available on line (“Realization”).
This trio features multi-instrumentalists, David Cain (who is also a fantastic film maker) and Larry Gray.
We play 100% improvised music. We don’t talk about the music at all ahead of time and we just spontaneously compose everything.

A&B – There will be a chance to see you live in Italy?
PW
– I usually play some concerts and do some drum clinics a few of times a year with the trio, Mocata, Scaglia & Wertico, which features two wonderful Italian musicians, pianist Fabrizio Mocata and bassist Gianmarco Scaglia.We released one CD, “Free The Opera!” in 2013 and I hope we release another one in the near future because I love playing music with this trio!

A&B – Thank you, Paul.
PW
– Thank you!


 

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