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Enzo Vita (Il Rovescio della Medaglia)

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Scritto da Gianluca Livi e Valentino Butti Mercoledì 22 Marzo 2017 13:14

Intervista a cura di Valentino Butti e Gianluca Livi, con il contributo di “Eric” G. Laterza.

Il Rovescio Della Medaglia (RDM) è uno dei gruppi storici dell’hard-rock/progressive italiano degli anni 70.
Famoso soprattutto per le potenti e coinvolgenti performance live, nel triennio 1971-73, pubblicò tre ottimi esempi di hard rock sinfonico, per poi sciogliersi come molti gruppi dell’epoca.
Due infelici episodi negli anni ‘90 (“Il Ritorno” e “Vitae”) macchiano l’aureo curriculum della band, fortunatamente parzialmente ripristinato con “Microstorie” del 2011, album non proprio prog, né hard rock, ma certamente di qualità (sublimato, peraltro, dalla presenza, tra gli altri, da Roberto Tiranti, tra le altre cose ex New Trolls).
In questi ultimi mesi, il gruppo pubblica “Tribal domestic” (qui la nostra rece), degnissimo e convincente capitolo progressivo che, in chiave più attuale, ricalca la vecchia e vincente formula di inizio ’70.
A capo del progetto, ora come allora, c’è il chitarrista Enzo Vita con cui abbiamo avuto il piacere di fare il punto della situazione, anche alla media e alla lunga distanza.

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Franz Di Cioccio e Patrick Djivas (PFM)

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Scritto da Gianluca Livi Domenica 19 Febbraio 2017 19:13

Intervista a cura di Gianluca Livi

INTRODUZIONE

È l'unico gruppo italiano che ha ottenuto popolarità all'estero, non soltanto in paesi da sempre aperti alla cultura tricolore, come il Giappone, la Corea, il Centro e il Sud America, ma anche in quelli tradizionalmente impermeabili alle ascendenze esterofile come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti d'America.
I soli, tra i nostri connazionali, ad entrare nelle classifiche Top 100 delle celebri riviste Billboard (USA) e Classic Rock (UK), arrivando incredibilmente a superare Eagles e Supertramp (seppur prima della pubblicazione di “Hotel California” e "Breakfast in America”).
Hanno rivoluzionato il mondo della canzone italiana, sublimando i testi del poeta De André con arrangiamenti suggestivi e musiche immaginifiche, dando peraltro il via alle collaborazioni eccellenti tra i cantautori e i gruppi storici.    
Ben 18 album in studio sono stati pubblicati a loro nome, ai quali si aggiungono altrettante antologie, 14 live, decine di collaborazioni eccellenti.
Sono tra i pochissimi artisti italiani ad essere stati bootlegati (13 i titoli): un mercato, quello pirata, che notoriamente non concede spazio ad artisti italiani, pur essendo ben radicato in Italia.
E' la Premiata Forneria Marconi, viva e vegeta, oggi più che mai, forte di un nucleo storico composto da tre inossidabili leoni (Franz Di Cioccio, Patrick Djivas e Lucio Fabbri) e una manciata di giovani artisti oltremodo talentuosi.
In prossimità dell'imminente tour italiano (le date sono a destra), Franz e Patrick incontrano Artists and Bands, fra passato e futuro, in bilico tra prog, cantautorato e rock.

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Jon Anderson (YES, ARW, ABWH)

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Scritto da Gianluca Livi Lunedì 13 Febbraio 2017 10:53

 

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J.D. Souther (Souther Hillman Furay Band, Eagles, Longbranch Pennywhistle)

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Scritto da Gianluca Livi Lunedì 13 Febbraio 2017 10:53



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Nico Di Palo, Gianni Belleno, Ricky Belloni, Giorgio Usai (Notte NEW TROLLS)

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Scritto da Gianluca Livi Venerdì 13 Gennaio 2017 09:53

Intervista a cura di Gianluca Livi


INTRODUZIONE

Cercare di tirare le somme, parlando di organico dei New Trolls, è cosa assai ardua. La band è nota per le sue molteplici e reiterate conflittualità interne, sofferte fin dagli anni ’70, perduranti, in maniera ormai decisamente cronica, ancora oggi.
Proviamo a fare il punto. 
New Trolls sono tra i più noti gruppi rock italiani, spesso fatti confluire dalla critica nella estesa compagine del rock progressivo. Un torto, a parere di chi scrive, se si considera che, nei loro dischi, hanno affrontato, più di altri gruppi, almeno tre generi musicali - pop, hard rock, progressive - eccellendo in ognuno di essi.
Nati nel ’67 come gruppo pop - pubblicando un album scritto assieme a Fabrizio De André e a Gian Piero Reverberi - a cui fa seguito un album omonimo sempre orientato sul medesimo genere (in realtà, una raccolta di singoli altrove inediti), virano ben presto verso una musica più impegnata e complessa dando vita al "Concerto Grosso per i New Trolls", summa artistica nata dalla collaborazione con il maestro Luis Bacalov, equamente divisa tra progressive sinfonico e hard rock di stampo hendrixiano.

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