Il mattino dei maghi
Louis Pauwels
Jacques Bergier

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Jacques Bergier (1912 – 1978) — giornalista, scrittore e ingegnere francese, nato in una famiglia di ebrei russi — è noto soprattutto per aver scritto a quattro mani con Louis Pauwels (discepolo di Gurdjieff) Il mattino dei maghi: introduzione al realismo fantastico (1960), un compendio a metà strada fra un’opera di fantascienza distopica e un trattato esoterico capace di unire fra loro, in maniera più o meno coerente (e, soprattutto, alquanto avvincente) tematiche borderline così distanti tra loro, quali ad esempio l’alchimia, le civiltà scomparse, il nazismo esoterico, il socialismo magico, la mitopoiesi orrorifica di H.P. Lovecraft e Arthur Machen, la Terra Cava e le teorie teosofiche di Madame Blavatsky. Nell’era delle masse l’individuo muore, ma è la morte salvatrice della tradizione spirituale: morire per finalmente nascere. Muore alla coscienza psicologica per nascere alla coscienza cosmica; "Dio ci ha creati il meno possibile". La libertà, questo potere di essere causa, questa facoltà del merito, vuole che l’uomo si rifaccia da sé. Terra fumante di officine. Terra trepidante di affari. Terra vibrante di cento nuove radiazioni. Questo grande organismo, in definitiva, non vive che per una nuova anima e per opera di una nuova anima (…). Ora, dove cercare, dove collocare questa alterazione rinnovatrice e sottile, che senza modificare apprezzabilmente i nostri corpi ha fatto di noi degli esseri nuovi? La mutazione della specie umana è cominciata, l’anima nuova sta nascendo (…). Allo stato di veglia della coscienza si sostituisce uno stato superiore al confronto del quale il precedente non era che sonno. La meditazione sugli stati superiori di coscienza passa attraverso le vite di vari intellettuali famosi: il matematico Ramanujan, il fisico Haldane, il versatile genio dalmata Ruggiero Boscovich, il matematico Georg Cantor che doveva morire pazzo.
Ecco come all’ingrosso si può riassumere il pensiero di Cantor. Immaginiamo su questo foglio di carta due punti, A e B, distanti un centimetro. Tracciamo il segmento di retta che unisca A e B. Quanti punti ci sono in questo segmento? Cantor dimostra che ce n’è un numero maggiore dell’infinito (…), il numero aleph. In questa matematica del transfinito che studia gli aleph, la parte è uguale al tutto. E’ assolutamente pazzesco se ci si pone dal punto di vista della ragione classica, eppure è dimostrabile. Se si chiama zero il primo aleph, il secondo è aleph uno, il terzo aleph due, ecc. (…). Si può dimostrare che aleph uno è il numero di tutte le curve razionali possibili contenute nello spazio. Quanto ad aleph due, esso già corrisponde a un numero che sarebbe maggiore di tutto ciò che si può concepire nell’Universo (…). Probabilmente fu la contemplazione degli aleph di là del due che fece impazzire Cantor. L’idea di un punto transfinito da cui sarebbe percettibile tutto l’Universo è prodigiosamente astratta. Ma le equazioni fondamentali della relatività non lo sono di meno; eppure da esse derivano la televisione e la bomba atomica. Si può anche immaginare che in un futuro più o meno lontano la mente umana, avendo padroneggiato le matematiche del transfinito, arriverà con l’aiuto di certi strumenti a costruire nello spazio degli aleph, punti transfiniti da cui l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande gli appariranno nella loro totalità e nella loro ultima verità. Così la ricerca tradizionale dell’Assoluto sarebbe finalmente conclusa. Si può immaginare l’ultra-uomo, nuovo gradino della vita sul pianeta, come un essere razionale, e non più soltanto ragionante; un essere dotato di intelligenza oggettiva permanente, che non prende decisioni se non dopo aver esaminato lucidamente, completamente la massa di informazioni in suo possesso. In una lettera al suo amico Laborit, il biologo Morand scrive: "L’uomo divenuto perfettamente logico, abbandonando ogni passione e ogni illusione, sarà diventato una cellula nel continuum vitale costituito da una società arrivata al più alto limite della sua evoluzione (…)". Allora, e allora soltanto, emergerà la coscienza universale DELL’ESSERE COLLETTIVO A CUI TENDIAMO.






Anno di pubblicazione: 1960
Editore: Mondadori - ristampa del 2013
Genere: realismo fantastico, saggio
ISBN:
978-8804638681


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