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  Enrico Coniglio - AREAVIRUS topofonie vol. 1  Popular Letto: 1277 volte
Data: 9/8/2007

Anno: 2007
Label: Psychonavigation
Genere: Ambient

di Salvatore Siragusa


ENRICO CONIGLIO
AREAVIRUS topofonie vol.1


Enrico Coniglio: guitars, synthesizers, loops, sampling & programming

Guests:
Guido Marzorati: piano [2-5] keyboards [2-7-9]
Nicola Alesini: popular clarinet [2]
Piero Bittolo Bon: bass clarinet [4-6-8]
Hans-Joachim Roedelius: piano [7]
Massimo Liverani: air synth, loops
Arve Henriksen: trumpet [5]
Alvise Seggi: Strings [8]




Sul web:
Official Website
@ MySpace

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Anno: 2007
Label: Psychonavigation
Genere: Ambient

Tracklist:
01. Stalking Venice
02. Lav(A)sciuga
03. AREAVIRUS
04. Murania
05. W&J theme
06. Waterphonics
07. Alpen Tower
08. Olivolo
09. Velme incl. Ground One
10. ExistenZ minumum

Enrico Coniglio è un chitarrista ed un compositore veneziano, dopo vari passaggi attraverso band di rock psichedelico e progressivo dal 2001 si dedica prevalentemente alla sperimentazione musicale ed alla ricerca sonora, alla musica di ambiente ed elettronica, molte sono anche le collaborazioni importanti, con musicisti come: Nicola Alesini, Joachim Roedelius, Arlo Bigazzi, Massimo Liverani, Rick Walker, Arve Henriksen e molti altri.
Enrico Coniglio ha all'attivo già 3 album: Sprawl del 2001, Grammatologia del 2002 e COMbiCOM del 2005.

Con questo suo ultimo lavoro appena pubblicato per l'etichetta irlandese Psychonavigation ed intitolato Areavirus Topofonie Vol.1, Enrico "racconta" o meglio "ci racconta" della laguna veneta, con un lavoro dallo svolgersi estremamente narrativo e carico di riferimenti emozionali; 10 istantanee o come si può evincere già dal titolo dell'opera: 10 "topofonie", 10 mappe musicali in cui "la tavolozza" sonora dei "colori" e delle sensazioni che Enrico riesce a trasmettere si dimostra estremamente ricca ed elaborata, una laguna non esattamente da cartolina, una laguna in cui la realtà odierna, fatta di urbanizzazione ed industrializzazione si pone in contrasto con la natura liquida, surreale ed evocativa dell'ambiente lagunare in se.

E così ci troviamo subito di fronte all'apertura affidata alla ricchezza di effetti e di movimento che Stalker Venice immediatamente trasmette all'ascoltatore, un continuo senso di moto, di trasporto per cielo e per mare, che si placa solo "scavando" nelle note e nei loop, trovando finalmente, quando tutto tace, il mare e la risacca.
Molto bella ed espressiva è la seguente Lav(A)sciuga in cui linee melodiche distese e patterns ritmici si combinano a dare un forte richiamo evocativo, estremamente triste e malinconica è invece la title track in cui le textures musicali hanno tutte colori scuri tonalità basse a creare uno spiccato senso di disagio di inquietudine che prosegue nella seguente Murania, riferimento a Murano, patria della soffiatura del vetro.
La chitarra apre W&J Theme accompagnata dalla tromba a dare una certa impronta vagamente jazz al brano, uno dei momenti che pur nella generale nota malinconica dell'opera di Enrico Coniglio si presenta come più aperto e melodico.
Si ritorna a sensazioni più inquiete, notturne, nebbiose con Waterphonics quasi ad ascoltare cosa succede nelle notti scure quasi sentendo forse dei fantasmi ? delle creature mitiche ? o magari solo il semplice suono della natura.
Completamente e puramente evocativa col suo piano sognante ed etereo adagiato su textures estremamente d'atmosfera è Aplen Tower, mentre estremamente tecnico e complesso è Olivolo in cui tutto ruota attorno ai pattern ritmici ed al clarino basso di Piero Bittolo Bon, sicuramente il brano meno emozionale dell'album ed il più orientato alla ricerca sonora.
Nuovamente la malinconia come emozione dominante in un ambiente dilatato e vacuo dove volano stormi di gabbiani così ci appare la lunga Velme incl, Ground One che ci introduce alla conclusiva ExistenZ minimum dall'apertura ipnotica che, grazie al "gocciolar" di note ci riporta all'acqua, alla laguna ed all'ambientazione notturna, nebbiosa ed evocativa.

La laguna veneta come forse non la si vede molto facilmente, una laguna dissimile dai clichè fotografici ma per questo una laguna più vera, una laguna descritta e narrata, con le sue ricchezze e le sue contraddizioni, musicalmente riportate con i suoi contrappunti tra atmosfere sempre vagamente malinconiche e spunti più vivaci, ecco forse talvolta eccessivamente melanconico e triste ma questa è la visione personale dell'autore e quella che intende trasmetterci, riuscendoci benissimo peraltro.
Rimane quindi un ambiente ottimamente descritto dai colori elettronici di Enrico Coniglio, rimane un opera di non semplice assimilazione, dato sopratutto il ricco "peso" emozionale, evocativo e descrittivo, un opera che è consigliata ovviamente agli amanti della musica di atmosfera ed agli estimatori della musica in cui ricerca, elettronica ed emozioni devono essere gli ingredienti principali, sicuramente per chi non si vuole limitare semplicemente ad ascoltare un prodotto ma come nella lettura di un libro vuole immergersi in esso ed immaginarsi, nella propria mente, la scena.

Brani consigliati: Stalker Venice - Lav(A)sciuga - Murania - W&J Theme



di Salvatore Siragusa


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