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Slaughterhouse 3 - S3  | Letto: 1843 volte Data: 23/3/2007 |  Anno: 2007 Label: Abstract Logix Genere: Fusion
di Paolo Marchegiani
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Slaughterhouse 3 S3
Gary Willis: Electric Bass Kirk Covington: Drums Llibert Fortuny: Saxophone
 

On The Web: Slaughterhouse 3 Official Site Abstract Logix Official Site -----------------------------

Anno: 2007 Label: Abstract Logix Genere: Fusion
Track Listing: 01. Slaughterhouse 3 02. Life Story 03. Let's Go 04. Toxic 05. Booty Duty 06. Another Chance 07. Trapeze/Nobody's Friend 08. Stinky 09. Sleep Deprivation 10. Moof 11. Interactive Show
Ferocemente intransigente e con identica obbedienza ai dettami della improvvisazione tipica del jazz, alla sperimentazione sonora, e ai postulati del genere funky, l'audace power trio Slaughterhouse 3 costituito dalla sezione ritmica dei Tribal Tech di Scott Henderson: Kirk Covington alle percussioni e Gary Willis al basso con l'aggiunta dell'ottimo sassofonista delle Canarie, Llibert Fortuny duella musicalmente in un luogo ideale nel quale potrebbero trovare parimenti residenza spericolati artisti quali Bobby Previte & Charlie Hunter’s Groundtruther o Garage a Trois e la premiata ditta dei Medeski, Martin & Wood brothers. Inoltre non sarebbe fuori luogo chiamare per questo immaginario rendez-vous il più ispirato Sun Ra e il groove più energico del miglior James Brown. Strutturato attorno al formidabile binomio ritmico dei già menzionati Kirk Covington e Gary Willis, in qualche modo pionieri in uno dei primi gruppi fusion degli ultimi venti anni, Slaughterhouse 3 si propone come un esperimento teso a proporre agli amanti delle sonorità elettriche post Bitches Brew una soluzione fresca musicalmente anche grazie alla preziosa collaborazione di Fortuny che si è segnalato negli ultimi anni come uno dei più sfavillanti talenti della scena jazz iberica. Grazie ad una dotazione costituita da pedaliera ed eterogenea strumentazione digitale, Fortuny modula con destrezza il suono generando alternativamente loops, stridori armonici e innumerevoli commistioni di modulazioni soniche. E poco importa come riesca ad estrapolare tali singolarità dal suo sax, come si evince nello sperimentale noise-thrash di Let’s Go o nelle roche fasi della title-track Slaughterhouse 3 impiegata per bagnare il debutto di questa band assassina, Covington e Willis nell'occasione tengono su la baracca eccellentemente l'uno con vibranti patterns, l'altro con il ricorso a linee estremamente funky del fretless. Passando con disinvoltura dalle dentellate astrazioni di Interactive Show alle ambientazioni ultra-funky care a James Brown di Booty Duty, Slaughterhouse 3 stimola la mente dell'ascoltatore con groove sincopati, molteplici stratificazioni del suono, ma anche con delicate suggestioni che fluiscono dall'insieme grazie soprattutto agli espedienti dell'elettronica di Fortuny. Nella energica Moof i nostri richiamano senza timori le fortunate atmosfere care ai classici dei Weather Report; dunque appare naturale che Covington faccia il Peter Erskine mentre Fortuny segua fedelmente le orme di Wayne Shorter e Gary Willis tributi un omaggio appassionato alla grandezza di Jaco Pastorius. Invece in Trapeze la musica si fa più spaziosa ma anche più serrata tra l'inclinazione a dirigersi verso territori astratti e voler saldamente rimanere attaccati alla concretezza, un pò alla maniera del grande Sun-Ra. Gary Willis poi si impegna nell'innalzare il ritmo all'interno di Stinky facendo ricorso alle singolari sonorità estrapolate dall'effettistica dei suoi Musitronics, un retaggio della sua esperienza con i Tribal Tech: qualcuno ne ricorderà l'impiego nel brano Space Camel su Rocket Science (2000). L'impressione è che dopo aver inforcato questa nuova strada musicale, Slaughterhouse 3 si proponga come un esperimento di maestri dell'improvvisazione destinato a svolgere un ruolo in prospettiva di grande rilievo nel panorama delle migliori jam-band.
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