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  Vanity Cruel - Torino non Dorme  Popular Letto: 210 volte
Data: 3/2/2010

Anno: 2009
Label: Autoprodotto
Genere: Rock

di Fabio Loffredo


VANITY CRUEL
Torino non Dorme


Chiara Ballini: Voce
Alessandro Politi: Chitarra, backing vocals
Alessandro Biancardi: Chitarra
Martin Merlo: Basso
Jacopo Biancardi: Batteria




Sul web:
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Anno: 2009
Label: Autoprodotto
Genere: Rock

Tracklist:
01. Intro
02. Torino Non Dorme
03. Vanity Cruel
04. Sweetheart Contraction
05. Tick
06. So Fxxxing Day
07. Bad Friend
08. Wedding Ring 09
09. Girl From The Moon (Feat Carlos Perez)
10. W.O.L.O.
11. My Favourite End



Sono di Torino e nascono come cover band dei Nirvana nel 2002, suonando nelle cantine, come si faceva una volta, lì si sono fatti le ossa. Sono usciti poi allo scoperto, suonando spesso dal vivo, partecipando a concorsi per cercare di farsi conoscere il più possibile, poi una pausa, poi ancora una volta la voglia di ricominciare, continuando a suonare dal vivo il più possibile. Nel 2008, cercano di dare una svolta al loro sound, inserendo nella propria line up la voce di Chiara, una cantante molto grintosa, che dà quel lancio ad una band che di gavetta ne ha fatta abbastanza. E’ la volta quindi di fare ancora più sul serio e Torino Non Dorme, loro primo vero lavoro è finalmente realtà.

La musica dei Vanity Cruel è molto energica, un grunge rock moderno e non è solo la voce di Chiara ad emergere, ma anche le due chitarre spesso spigolose e cattive. Dopo un breve intro, che fanno da colonna sonora di una normale giornata, sicuramente in quel di Torino, la band con la title track, mette in mostra di darci dentro con tutte le forze, anche se non sempre la voce di Chiara si amalgama bene con il resto della band. C’è poi “Vanity Cruel”, brano che deve molto ai Nirvana, con chitarre acide ed una voce stavolta più incisiva. Altri brani interessanti sono “So Fxxxing Day”, un po’ più leggera, ma ugualmente ben fatta, “Wedding Ring” dove i Nirvana sembrano incontrare i Ramones e la conclusiva “My Favorite End”, dove la band cala il velo più romantico ed acustico.

Ci sono comunque molti angoli da smussare e sicuramente con il tempo la band riuscirà ad intraprendere una strada più chiara e decisa. I Vanity Cruel meritano comunque attenzione.


Fabio Loffredo



I vostri commenti:
In questa recensione ci sono: 1 commenti


Inserito il: 11/02/2010 14:58
Da: Poly
I Vanity Cruel ringrazia per la recensione e per il tempo speso ad analizzare il loro lavoro.

Poly






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