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Nhorizon - Skydancers  | Letto: 151 volte Data: 22/1/2010 |  Anno: 2009 Label: MyKingdom Music Genere: Prog Metal
di Giuseppe Carrubba
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NHORIZON Skydancers
Fabrizio Muratori: Tastiere Massimo Castri: Chitarre Lorenzo Ticci: Voce Simone Cantini: Basso Alessandro Brandi: Batteria

Sul web: @MySpace

Anno: 2009 Label: MyKingdom Music Genere: Prog Metal
Tracklist: 01. Into the Night 02. The SkyDancer 03. The Choice 04. The Secret 05. Heaven's War 06. Surfing Time 07. Anthem of.... 08. Heroes 09. Remember You 10. Ancient Way
Gli Nhorizon sono una band toscana che propone un metal molto orecchiabile, ben suonato, semplice e diretto. Il genere è quello che deriva da una fusione tra il power, nelle parti più speed e melodiche, e il progressive nei cambi di tempo e in parti ritmicamente più complesse. Anche la presenza di 3 brani strumentali conferma la vena progressive della band. Skydancers è l'album d'esordio di una band che denota ottime capacità tecniche e buoni spunti compositivi. Soli di tastiera degni di nota in stile Jens Johansson, passaggi di batteria virtuosi, soli di chitarra cattivi e una voce melodica dal timbro chiaro e brillante.
E' evidente come le capacità di ogni singolo componente saltino quasi subito all'orecchio, coadiuvate anche da una buona resa sonora dell'album dovuta ad una buona registrazione. Nella song "Remember You", classica ballad romantica, si possono anche ascoltare sonorità più leggere con piano e chitarre acustiche.
Una proposta musicale molto vasta quella degli Nhorizon, anche se non privo di qualche imprecisione l'album è un buon prodotto, il quale però ha il limite, a mio avviso, di essere molto, forse troppo impersonale negli arrangiamenti. Se da un lato è apprezzabile avere una proposta musicale eterogenea, dall'altro vi sono molti spunti poco valorizzati di suoni un po' monotoni, che invece meglio potrebbero sottolineare i vari stili e le peculiarità delle song. Le tastiere, spesso si soffermano a semplici tappeti che, seppur intervallati talvolta da harpsicord e synth nei soli, non riescono a slanciare i brani. Durante l'ascolto, a volte si ha un senso di staticità dovuto alla monotonia degli arrangiamenti. Anche le chitarre spaziano poco nei riff e nelle ritmiche e la plettrata nei soli non è sempre precisissima, gli overdubs in generale sono quasi assenti. Queste peraltro sono pecche che possono anche starci in un album d'esordio. soprattutto se considerate, come già detto prima, le buone qualità tecniche di base della band. Voto che comunque raggiunge la piena sufficienza.    Giuseppe Carrubba
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