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  David Castellano - Confusione complice  Popular Letto: 329 volte
Data: 20/1/2010

Anno: 2009
Label: Pianeta Musica
Genere: Pop/Rock

di Gianluca Livi


DAVID CASTELLANO
Confusione Complice


David Castellano: Voce; chitarra elettrica, acustica e classica, organo, piano elettrico, tastiere, cowbell
Marco Capecelatro: Chitarre
Cristiano Grillo: Chitarre
Mauro Fois: Basso
Giannandrea Mazza: Basso
Simone Pratico: Batteria, percussioni
Cristiano Micalizzi: Batteria, percussioni
Francesco de Chicchis: Batteria, percussioni
Davide Scarnecchia: Batteria, percussioni
Giorgia Animobono: Cori
Alessia Volpina: Cori
Manuela Tiberi: Flauto traverso
Marco Serino: Violino
Silvia Muci: Archi e fiati
Alessia Marcato: Archi e fiati
Monaldo Barconi: Piano
Claudio Novello: Piano
Zamau: Illustrazioni




Sul web:
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Anno: 2009
Label: Pianeta Musica
Genere: Pop/Rock

Tracklist:
DISCO 1
01. Alpha centauri
02. Torta di mele
03. Un uomo a metà
04. Tragicomico
05. I cancelli del blues
06. Bruciami l’anima
07. Dietro la maschera
08. Il nostro domani
09. Gli occhi di desirè
10. Mister Kappa
11. Parte della macchina
12. Acquarello
13. Il tempo si è fermato

DISCO 2 (bonus CD contenente 5 brani in edizione remix, appositamente editi per il mercato radiofonico).
01. Alpha centauri
02. Mister Kappa
03. Bruciami l’anima
04. Un uomo a metà
05. Dietro la maschera



David Castellano si occupa di musica praticamente da sempre: fin da teenager, ha suonato la chitarra in diversi gruppi della capitale (tra i quali è appena il caso di citare “La Batteria, il Contrabbasso, eccetera”, una delle più note cover band di Lucio Battisti); è autore di monografie e recensioni di raro spessore narrativo, nelle quali emergono tanto il retaggio dei suoi studi classici, quanto la competenza tecnica propria dell’appassionato musicofilo (beatlesiano innato, è autore, tra le tante, di una splendida monografia dedicata ai Fab Four apparsa nei numeri 27 e 29 della rivista “Musikbox”); da oltre vent’anni, consiglia e procura dischi ad incalliti collezionisti (a lui il merito di aver importato il Kraut Rock a Roma, aprendo gli occhi ad un numero elevatissimo di amatori del vinile).

Confusione Complice, il suo esordio discografico, si palesa quale opera di non comune spessore artistico in cui emerge il profondo substrato culturale che permea e caratterizza tanto l’uomo, quanto l’artista, peraltro sublimato da un numero esteso di blasonati collaboratori (tra i quali è appena il caso di citare Cristiano Grillo, ex chitarrista dei Tiromancino; Manuela Tiberi, flautista di pregio, diplomata al conservatorio, già membro, tra gli altri, del Rondò Veneziano; Marco Serino, violinista eclettico, considerato dal Washington Post “uno tra i più interessanti violinisti italiani della sua generazione per la versatilità del repertorio e per la sua comunicatività”).
Sono variegate le tematiche musicali che contrassegnano questo prodotto artistico: le eleganti profusioni jazz de “I cancelli del blues” ove, inaspettatamente, affiora l’indimenticata raffinatezza del Modern Jazz Quartet; le atmosfere rarefatte e malinconiche de “Il nostro domani”, brano che ossequia il più ispirato tra i songwriter americani, David Crosby, se non per le armonie vocali, invero assenti, certamente per l’atmosfera che permea il brano tutto; le influenze beatlesiane in “Tragicomico”, nel quale il quartetto Liverpool è omaggiato con una citazione discreta, quasi impalpabile, del refrain di “The fool on the hill”; il dinamismo energico e vitale di “Alpha Centauri”, “Un uomo a metà” e “Parte della macchina” (l’ultimo brano, peraltro, contiene l’incipit che dà il titolo all’album); lo stile cantautoriale in “Gli occhi di Desiré” e “Torta di mele”, brani dall’incedere cadenzato che ricordano gli Stadio con Lucio Dalla; il graffiante vigore di “Bruciami l’anima”, ideale e genuina rappresentazione di quello che può essere definito tout court come “rock italiano”. Non è finita: navigando su territori di commistione di generi, non può non colpire “Mister Kappa”, ove un inizio intimistico di straordinaria raffinatezza lascia il campo ad un rock elegante di ascendenza statunitense che ricorda molto i recenti CPR, splendido side-project del già citato David Crosby (e due!). A metà brano, inoltre, un elegante violino suggerisce, inaspettatamente, lontane influenze progressive di stampo anglosassone.
Infine, come ideale conclusione, il musicista ci riserva la soffusa delicatezza di “Acquarello” e “Il tempo si è fermato”, due gemme stilistiche, l’uno prologo, l’altro epilogo di un unico disegno armonico che si palesa in termini di soffusa fiaba di inizio millennio.

L’album, purtroppo, non è reperibile presso i normali canali di distribuzione. Potete richiederlo scrivendo al seguente indirizzo email: attimoattento@libero.it
Non esitate.


Gianluca Livi



I vostri commenti:
In questa recensione ci sono: 2 commenti


Inserito il: 15/06/2010 19:42
Da: zamau
imperdibile, gustoso, variegato di suoni e idee.
da appoggiare e lanciare....


Inserito il: 02/07/2010 17:33
Da: mostro
non te lo levi più dalla testa






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